
Sei sicuro di sapere ciò che vuoi? Steve Jobs ed Henry Ford possono aiutarti a capirlo.
Negli anni ’90, quando organizzavo e tenevo corsi di memorizzazione e lettura veloce, facevo delle conferenze gratuite nelle quali parlavo delle tecniche di memoria e poi presentavo e vendevo il seminario full immertion. La gente che veniva ad ascoltare le mie conferenze non sapeva minimamente di aver bisogno di migliorare le proprie performance mnemoniche, salvo pochi e sparuti casi.
Fintanto che non sperimentavano l’esperienza di riuscire a memorizzarre più velocemente e un maggior numero di informazioni con meno fatica e in meno tempo, la loro memoria non rappresentava un qualcosa da dover migliorare. Ma alla fine della presentazione, praticamente la totalità dei presenti, avrebbe desiderato frequentare il corso. Prima della presentazione, loro non sapevano di voler frequentare un corso di memoria, dopo lo sapevano.
Faccio un salto quantico e vado oltre oceano. Qualche anno fa, un genio chiamato Steve Jobs pensò di voler aggregare in un unico apparecchio elettronico, molteplici funzionalità: telefono, musica, foto, video, internet, email, agendaplanner, ecc… Non esisteva nulla di simile in commercio e probabilmente nessuna persona in quel momento (tranne lui) voleva un apparecchio simile, o forse sarebbe più giusto dire: “non lo voleva ancora“.
Dopo la presentazione ufficiale dell’iPhone però, milioni di persone si sono recate presso gli Apple Store per acquistarne uno. E’ diventato il prodotto più venduto di sempre. Le persone non lo sapevano; volevano altre cose, fino a quando Steve Jobs non gli ha detto che si poteva avere un apparecchio capace di eseguire tutte le funzioni possibili.
Faccio un altro salto quantico e vado indietro nel tempo… Henry Ford, fondatore dell’omonima casa automobilistica, produsse le sue auto in un momento in cui le persone usavano ancora i carretti trainati dai cavalli. Una volta dichiarò: “se avessi chiesto alla gente cosa volevano, mi avrebbero risposto “un cavallo più veloce”, mentre io volevo vendergli un’auto“.
Questo concetto si può guardare da due diverse angolazioni.
La prima è quella del visionario. Se riesci a guardare oltre e a far vedere alle persone ciò che non sono abituati a vedere, le saprai anche guidare. Le indagini di mercato sui bisogni dei consumatori valgono fino a mezzogiorno. A volte le cose vanno in maniera diversa.
La seconda è quella di chi pensa di sapere ciò che vuole. Ne sei così sicuro? Ciò che noi vogliamo il più delle volte è legato a ciò che conosciamo. Conoscere più cose, vivere esperienze diverse, allargare la propria mappa del mondo, ci può aiutare a conoscere meglio ciò che vogliamo.
Something to think about!
Visto che ti ho parlato dei corsi di memoria ti comunico che Ekis ha deciso di riproporre questo straordinario corso ai suoi clienti. Ti interessa partecipare alla conferenza gratuita in cui presentiamo le tecniche e il corso?
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>> Leggi questo articolo sul sito di Livio Sgarbi <<
Vuoi creare una tua attività?
Qualche sera fa ero a cena con amici e uno di loro mi ha detto: “Sto pensando di aprire qualcosa per conto mio. Con i tempi che corrono vorrei avere delle prospettive diverse.
Secondo te è una buona idea?”.
È una domanda impegnativa, perché credo che il fatto che sia o no una buona idea non dipende solo dal tipo di business che si vuole lanciare, ma anche tanto dalla persona che lo vuole fare.
È fondamentale il modello di business, ma è altrettanto fondamentale la mentalità e l’atteggiamento della persona che lo vuole gestire.
Ecco cosa io chiederei a me stesso prima di iniziare un nuovo business…
La mia idea appassiona me o appassiona i miei clienti?
E’ facile che un’idea di business parta da una passione personale. Questo è fondamentale perché altrimenti mancherebbe una risorsa vitale all’azienda. È altrettanto fondamentale però che la nostra idea di business appassioni i nostri clienti.
Troppi piccoli imprenditori fanno un errore fondamentale: definiscono il prodotto/servizio e poi cercano di capire a chi venderlo.
Un approccio più sano e di successo è il contrario: capire cosa appassiona i clienti e poi identificare un prodotto (compatibile con le nostre passioni) che permetta di soddisfarli.
Sono guidato dalle giuste motivazioni?
Puoi scegliere di fare l’imprenditore perché vuoi guadagnare di più. È altrettanto vero che puoi fallire nel processo e perdere denaro invece di guadagnarlo. Quando le motivazioni hanno a che vedere solo con il denaro mancano delle fondamenta solide alla futura impresa.
La linfa vitale di ogni attività sono la passione e la motivazione dell’imprenditore, quelle che gli danno la forza di fare quello che serve, quando serve, a prescindere dallo sforzo per riuscirci. E questo difficilmente viene solo dal denaro.
Sono nelle condizioni di gestire correttamente la partenza?
Lo start-up di un’impresa è il primo momento cruciale. E non avviene mai quando tutto il resto è “fermo”. Se sei nelle condizioni dell’amico che mi ha fatto la domanda, hai un altro lavoro e conciliare le due cose correttamente è fondamentale. Primo per la responsabilità nei confronti del tuo datore di lavoro, secondo perché lo start-up di un nuovo business richiede il 100% delle energie.
Diversamente tutto si rallenta, si sfilaccia e ciò può far perdere il momentum.
Il gioco vale la candela?
Questo l’ho imparato sulla pelle… La passione all’inizio ti permette di fare quello che serve per far decollare l’attività. Ma un’impresa nasce con l’obiettivo fondamentale di generare reddito. Se questo alla lunga viene a mancare (in modo ovviamente proporzionale allo sforzo), prima o poi si offuscherà la passione e l’azienda cesserà semplicemente di esistere. In un modo o in un altro.
Un grande consiglio per tutti i dipendenti che vogliono fare gli imprenditori viene da un articolo di Carol Roth che ho letto qualche settimana fa sul New York Times.
Il ruolo da dipendente vissuto per tanti anni può plasmare il proprio atteggiamento condizionandolo in modo incongruente alle necessità di un imprenditore.
Ecco le principali differenze che ha elencato Carol.
- un dipendente si focalizza sul “lavoro da compiere”, l’imprenditore si focalizza sul risultato di business
- un dipendente si concentra su un ambito definito (quello dei confini del proprio ruolo), l’imprenditore deve necessariamente avere una visione d’insieme, interna ed esterna all’organizzazione
- un dipendente è prima di tutto un uomo d’azione, un imprenditore è prima di tutto un pianificatore
- un dipendente si concentra sulle proprie responsabilità, un imprenditore si concentra sull’interconnessione delle responsabilità
Ogni business ha bisogno di entrambi gli atteggiamenti per funzionare, a prescindere che siano nella stessa persona (un imprenditore che è anche l’esecutore del proprio business), o in più persone (un imprenditore che gestisce valide risorse umane).
Ma se sei un dipendente e vuoi entrare nel bellissimo mondo dell’imprenditoria devi necessariamente farti le domande giuste ed adottare l’atteggiamento congruente alla tua nuova identità.
Buon Business!!!
PS. Qual è la tua personale opinione e quali le tue scelte? Se ti va, LASCIA UN COMMENTO esprimendo il tuo punto di vista.
>> Leggi questo articolo sul sito Ekis Corporate <<
Allenamento mentale per focalizzare il dettaglio
Ultimamente mi trovo spesso a riflettere su quante cose facciano in effetti la differenza e quanto possa essere efficace l'allenamento mentale per identificarle. Evidentemente non sto parlando solo di sport ma di ogni aspetto della vita di tutti giorni, del lavoro, degli hobby e dei nostri interessi in generale.
Semplicemente a volte, approcciando diversamente un problema, trovo una soluzione semplicissima, un minimo dettaglio, che una volta modificato produce una grande differenza e mi dico: "cavolo ma perché non ci ho pensato prima?!".
Analizzando quello che accade credo semplicemente intervengano diversi fattori, soprattutto quando stiamo facendo qualcosa che abbiamo già fatto. A volte semplicemente perché per abitudine lo abbiamo sempre fatto in quel modo o qualcuno prima di noi ci ha insegnato che si fa così.
Altre volte perché spesso il fattore tempo ci porta a dover dare un risultato subito, che forse non è il migliore ma è accettabile e rapido. Semplicemente spesso perché non crediamo davvero che ci possa essere un modo migliore e meno impegnativo di fare la stessa cosa e ottenere migliori risultati.
Credo fortemente che nello sport, specialmente ai massimi livelli, siano i piccoli dettagli a fare la differenza, ma questa non è una novità. E' evidente che tra sportivi che si contendono il titolo mondiale, in qualsiasi disciplina, le doti tecniche, tattiche e fisiche siano abbastanza simili e abbastanza vicine al top raggiungibile.
E allora cosa può fare la differenza? Cosa trasforma un atleta in lizza per la medaglia d'oro, in un grande campione o una leggenda per la sua disciplina?
Beh non c'è ovviamente una risposta uguale per tutti, ogni grande campione ha qualcosa che lo distingue da tutti gli altri e spesso è un dettaglio, una abilità, una caratteristica personale in grado però di produrre un grande risultato.
Guarda questo video, in cui Will Smith parla del suo approccio al come eccellere:
Molti atleti danno per scontato questi aspetti, mentre credo che siano il punto di partenza per capire quale prezzo si è disposti a pagare, per lavorare su quei dettagli che permettono di arrivare all'eccellenza.
Ogni volta che mi sento dire: non c'è tempo per fare questo lavoro mentale perché ci sono già troppi impegni, non possiamo fare diversamente, questa cosa non dipende da noi, ecc. Sono frasi che sento spesso e purtroppo mi trovo a pensare che finché un atleta non è disposto a fare di più, rispetto a quello che fanno gli altri, i risultati difficilmente miglioreranno.
Riprendo alcuni punti del video, che condivido, per riportarli nello sport. Non ci sono scorciatoie per il successo, il talento è una cosa naturale, le abilità sono qualcosa che apprendi dopo ore e ore di lavoro e non importa quanto talento tu abbia, se non hai la capacità di supportarlo con tante ore di lavoro, studio e impegno non otterrai comunque risultati. Il talento da solo non basta se non ti dedichi a migliorarti ogni giorno.
Occorre credere che quello che vuoi fare sia possibile e per nessun motivo qualcosa può distrarti da quello che vuoi ottenere.
Fare delle scelte è molto diverso che lasciare che le cose accadano e ci influenzino. Scegliere quello che vogliamo diventare ha un enorme potere anche su quello che ci accade intorno.
Per ottenere dei risultati occorre avere focus totale su quello che si vuole ottenere. Infine occorre proteggere e difendere i propri sogni e non permettere a nessuno di dire "non puoi farlo".
Personalmente quando mi metto in questo stato e ripenso a quello che voglio ottenere, ai risultati che voglio raggiungere, mi appaiono molto chiaramente quali sono le mie aree di forza, su cui posso sempre contare e quali sono invece quelle su cui devo ancora lavorare.
Vale lo stesso nello sport, una volta fugato ogni dubbio su quanto è grande, forte e reale l'obiettivo da raggiungere, tutto quello che sta in mezzo diventa molto più chiaro.
Ti invito perciò a metterti nello stesso stato in cui Will Smith parla di come eccellere, a porti le domande su quanto per te è importante il tuo obiettivo, quanto lo credi davvero possibile e quale prezzo sei disposto a pagare per raggiungerlo. Una volta che sei arrivato li, ripercorri le tue giornate tipo, dal risveglio, a quello che mangi a quello che fai fino al tuo allenamento e alla fine della tua giornata e prova ad individuare, osservando da fuori, quello che credi che differenzi quella persona che hai visto da un campione. Bene se hai trovato degli spunti allora su questi devi assolutamente lavorare. Poi allo stesso modo, prendi coscienza anche di quali sono tutte le cose eccellenti cha fai, e rendile un tuo punto di forza. A volte davvero la differenza sta in piccole cose, che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni ma semplicemente non ci prendiamo mai il tempo di analizzare.
L'allenamento mentale parte da qui, e parte da dentro, dal mettersi in discussione e dal voler cambiare il proprio modo di approcciare le cose. Non c'è un solo modo di raggiungere un risultato, ce ne possono essere diversi, occorre solo eliminare ogni distrazione e mettersi nello stato migliore per individuare da dove partire.
Puoi applicare quanto sopra ad ogni progetto o obiettivo per te importante, è un approccio che mi sto abituando ad utilizzare ogni giorno e mi ha portato ottimi risultati.
Fammi sapere che ne pensi.
Buon Lavoro
Di Sara Gatti













