23-24-25 Ottobre – VITA DA COACH
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La maggior parte delle persone vive reagendo: alle urgenze, alle richieste altrui, alle circostanze. L’Intentional Life Design parte da un presupposto opposto — la vita non va subita, va progettata consapevolmente, un passo alla volta.

Chi ha ideato il metodo

L’Intentional Life Design è il framework di crescita personale sviluppato da Livio Sgarbi, fondatore e presidente di EKIS, la prima coaching company italiana, attiva dal 2000. Master Trainer e Mental Coach con oltre 35 anni di esperienza nel lavoro con atleti, imprenditori e manager, Sgarbi ha condensato in questo metodo i principi che negli anni ha visto fare davvero la differenza tra chi trasforma la propria vita e chi resta fermo: consapevolezza, scelta di una direzione e azione coerente nel tempo. Il metodo è al centro del podcast Intentional Life Design e del percorso formativo The Blue Print.

Cosa significa “progettare intenzionalmente” la propria vita

Il termine “design” non è casuale. Come un architetto non costruisce un edificio a caso ma segue un progetto, l’Intentional Life Design applica la stessa logica all’esistenza personale: definire una direzione consapevole, invece di lasciare che siano le circostanze esterne a determinarla.

Non significa avere il controllo assoluto su tutto ciò che accade — è impossibile e nemmeno desiderabile. Significa avere sempre il controllo su come si risponde a ciò che accade, e su quali scelte quotidiane si compiono per orientare la propria traiettoria.

I 5 pilastri del metodo Intentional Life Design

Un percorso di coaching efficace segue di norma alcuni passaggi:

  • Responsabilità:

    smettere di subire le circostanze per diventare i creatori dei propri risultati.

  • Drive:

    il “perché” profondo che accende la motivazione e sostiene l’azione anche nei momenti difficili.

  • Direzione

    la chiarezza su dove si vuole andare, la rotta scelta consapevolmente.

  • Strategia

    il piano d’azione concreto per raggiungere gli obiettivi individuati.

  • Execution:

    l’azione quotidiana che trasforma la visione in realtà.

Questi cinque pilastri si applicano a qualunque area della vita: lavoro, relazioni, salute, crescita personale.

Perché il metodo parte dalle piccole scelte, non dai grandi eventi

Un errore comune è pensare che il cambiamento richieda una svolta drastica, un evento eccezionale. Nella pratica, la trasformazione reale nasce quasi sempre da micro-decisioni quotidiane ripetute nel tempo: come si inizia la giornata, come si reagisce a una difficoltà, quali abitudini si scelgono di coltivare o abbandonare.

È lo stesso principio per cui una piccola deviazione di rotta, mantenuta costante, porta col tempo a una destinazione completamente diversa. Le scelte apparentemente irrilevanti, ripetute con costanza, costruiscono l’identità — e l’identità, nel tempo, disegna il destino.

Il ruolo delle convinzioni e delle emozioni nel design della propria vita

Progettare intenzionalmente la propria vita richiede anche di lavorare su due elementi spesso sottovalutati: le convinzioni che filtrano la percezione della realtà, e le emozioni, che non vanno represse ma ascoltate come segnali preziosi su ciò che conta davvero. Un metodo di crescita personale completo integra entrambi questi aspetti, non si limita alla sola pianificazione pratica.

Come iniziare ad applicare l’Intentional Life Design

Non serve rivoluzionare tutto immediatamente. Il punto di partenza più efficace è scegliere una singola area della vita in cui ci si sente più in modalità reattiva che scelta consapevole, e individuare un’unica azione concreta da compiere subito — non tra un anno, non “quando sarà il momento giusto”.

Domande frequenti sull’Intentional Life Design

È stato sviluppato da Livio Sgarbi, fondatore di EKIS e Master Trainer con oltre 35 anni di esperienza in ambito di coaching e mental coaching, a partire dal lavoro diretto con atleti, imprenditori e professionisti.

La pianificazione tradizionale si concentra spesso solo su strategia ed esecuzione; l’Intentional Life Design parte prima da responsabilità e drive personale, elementi che determinano se un piano viene davvero portato a termine o abbandonato a metà.

Si possono applicare i principi di base autonomamente, ma un percorso formativo strutturato accelera il processo, offrendo strumenti pratici, consapevolezza guidata e un contesto esperienziale difficile da replicare da soli.

Livio Sgarbi, fondatore di EKIS, ha strutturato un intero percorso formativo dedicato a questo metodo.

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